Newsletter Marzo 2016

Newsletter Marzo 2016

 

 

 

 

Case History #1

Azienda Agricola Malabaila

Azienda Agricola Malabaila

Azienda vitivinicola di medie dimensioni vede il contitolare sig. Valerio Falletti abile tessitore delle fortune dell’Azienda, attento osservatore del mercato ma sopra ogni cosa innamorato del territorio e geloso custode delle tradizioni della nobile famiglia Malabaila, che ha acquistato il suo primo vigneto, il “Castelletto” nel 1362 .

Vini prodotti: Roero Arneis DOCG, Barbera d’Alba DOC , Nebbiolo d’Alba DOC, Langhe Favorita DOC e Roero DOCG .

In occasione del reimpianto di una discreta area a vite, dopo un lungo lavoro di selezione fra possibili fornitori ha scelto Valente per la capacità che questa ha avuto nel fornirgli una soluzione “tagliata su misura” sulle sue esigenze proponendogli il giusto rapporto fra qualità e budget a disposizione.

 

 

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La collaborazione continua anche oggi con la disponibilità di Valerio Falletti ad ospitare eventi Valente ponendosi come testimonial di una realtà fatta di concretezza e innovazione

 

 

Case History #2

RIVOIRA

Azienda leader in Italia nel settore frutticolo, operante con i marchi Rivoira e Kiwi-Uno, è protagonista nella cooperazione con altri produttori come ad esempio il Consorzio Dorì per la diffusione di qualità del kiwi giallo.

Storico punto di riferimento nell’area del cuneese, l’azienda Rivoira ha da sempre utilizzato per i suoi impianti esclusivamente pali in legno, realizzando impianti con copertura antigrandine secondo le metodologie abitualmente impiegate sul territorio. Un evento calamitoso, fortissima grandinata con venti di rilevante forza, ha causato nel maggio 2015 la perdita di circa 10 ettari di meleto completamente abbattuti.

Questo episodio, unito alla continua ricerca di soluzioni innovative dal punto di vista tecnico ed economico, ha spinto il gruppo Rivoira alla ricerca di soluzioni adeguate ad affrontare i nuovi scenari climatici che producono eventi sempre più diradati nel tempo ma con energia distruttiva sempre maggiore.

L’inaugurazione di un impianto SIKURO Valente realizzato da un loro conferitore nella zona di San Benigno di Cuneo, ha permesso ai dirigenti e tecnici Rivoira di visitare un impianto completo potendolo confrontare nei dettagli costruttivi e progettuali con quanto sino ad allora realizzato in zona.

Successivamente è stato possibile valutare la parte economica frutto di costi diretti, di costi di manutenzione, capitali investiti nel tempo. L’analisi di quest’insieme di fattori ha permesso di avere un bilancio finanziario estremamente positivo portando alla decisione di realizzare un impianto SIKURO Valente presso i possedimenti della frazione Monastero di Dronero.

Questo risultato è il frutto di un’azione sinergica fra progettazione, qualità dei materiali, valutazione di costi, bilancio finanziario.

 

 

Novità in Valente

 

Visita in Azienda da parte del Centro Ricerche di Laives

Il 12/02/16 il centro di ricerche di Laives (Beratungsring – Centro di Consulenza per la fruttiviticoltura dell’Alto Adige) ci ha gentilmente onorati della propria visita per venire a scoprire il reparto produttivo dove nascono i pali in cemento Valente e per confrontarci su alcuni temi riguardanti i calcoli strutturali da noi adottati per la creazione dei nostri impianti chiavi in mano e garantiti.

 

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Tali calcoli strutturali vengono adottati in Valente per realizzare soluzioni tecniche per vigneti e frutteti che resistano a calamità naturali quali il forte vento, la grandine, la pioggia e la tempesta.

Poche ma buone ore di confronto sui temi che sono all’ordine del giorno per chi, come l’imprenditore agricolo, è costretto a scontrarsi quotidianamente con questo tipo di problema che intacca il proprio lavoro e il proprio patrimonio economico.

Per noi è sempre un piacere confrontarci e scambiare esperienza con chi come noi lotta per soddisfare a aiutare l’imprenditore agricolo in questo mestiere così tradizionale  e affascinante quanto faticoso, impegnativo e duro .

Un ringraziamento particolare a Beratungsring – Centro di Consulenza per la fruttiviticoltura dell’Alto Adige per la visita effettuata presso la nostra azienda,  per l’interesse dimostrato e per la collaborazione reciproca

 

 

News in Agricoltura

 

Cimice Asiatica, una strategia da mettere a punto

La cimice asiatica è stata la grande novità, in negativo, dell’anno passato e i suoi “danni” si riscontreranno, purtroppo, anche nei prossimi anni.

Originaria dall’Asia orientale (Cina,Corea, Giappone, Taiwan), è una cimice marmorizzata grizio-marrone , non molto diversa dalle altre specie autoctone.

Nei territori di origine si comporta da fitofago occasionale ma, quando è stata accidentalmente introdotta sulla costa est degli Stati Uniti, ha causato danni per milioni di dollari nei frutteti di pesco e melo diventando rapidamente il fitofago chiave di queste colture.

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In Italia la cimice asiatica è stata ritrovata per la prima volta 4 anni fa ma, vista l’entità delle popolazioni presenti in campo oggi, è lecito supporre che fosse presente già da prima nei nostri ambienti senza essere stata notata.

I primi danni si sono rilevati sulle coltivazioni di pero nel modenese e poi ha preso piede in tutto il nord-Italia. La coltura maggiormente colpita è quella del pero , grazie anche alla diffusa presenza di questa coltivazione nelle zone in cui l’insetto si è insediato ma, in altre regioni l’insetto non si è risparmiato e i danni hanno interessato anche le altre colture frutticole.

La grande dannosità di questa specie è aggravata anche dal fatto che vola con grande facilità e si sposta  di continuo. L’invasione comincia in questo modo: i maschi colonizzano i bordi della piantagione emettendo il loro feromone di aggregazione che richiama altri maschi e femmine .A questo punto avvengono gli accoppiamenti e la successiva dispersione anche all’interno del frutteto.

La Cimice Asiatica ( nota anche come H.halys), nelle aree di recente colonizzazione  diventa in breve tempo la specie predominante. Le trappole a feromoni di aggregazione funzionano poco in quanto subiscono la competizione  dei frutti quindi anche i sistemi più usati risultano essere poco efficaci contro questa specie.

Il danno principale provocato dalla cimice asiatica consiste in alterazioni prodotte dalle punture e nel rilascio di sapori sgradevoli dovuti alla secrezione delle ghiandole odorifere. L’alterazione istologica più comune è il cono salivare, che consiste in un indurimento del tessuto, una sorta di grumo, che si forma in corrispondenza della puntura . Spesso , in prossimità della raccolta , la frutta non mostra segni visibile delle punture  e la alterazioni si manifestano in un secondo momento durante la conservazione.

La difesa chimica per quanto sia di fondamentale importanza , no9n è comunque risolutiva  e , per la scarsità di formulati registrati, deve necessariamente sfruttare  l’efficacia collaterale  dei prodotti impiegati sugli altri targhet. I trattamenti eseguiti per il controllo  della cimice, quindi , vanno integrati in una strategia complessiva senza abbandonare le tecniche più innovative e mantenendo la difesa sostenibile  sia dal punto di vista economico che dal punto di vista ambientale.

Un eccessivo appesantimento della difesa , potrebbe portare a problemi di altri fitofagi secondari. Negli Stati Uniti, ad esempio, l’intensificazione sul melo  , ha portato ad una recrudescenza    di attacchi di afide  e di cocciniglie. Perciò, nella scelta dei  prodottida utilizzare, occorre prestare attenzione all’equilibrio complessivo del frutteto  privilegiando i prodotti più selettivi. Inoltre  i prodotti disponibili per la difesa hanno esclusivamente una attività di contatto e una scarsa persistenza e questo rende indispensabile scegliere accuratamente il momento di intervento .

La scarsa persistenza dei prodotti rende inutili ed inefficaci i trattamenti “preventivi”, ovvero quelli realizzati prima della comparsa dell’insetto, e quelli “estintivi  , ovvero quelli realizzati dopo la raccolta.Nel primo caso le cimici devono ancora arrivare e nel secondo caso  se ne sono già andate verso  altre colture appetibili.

Per un corretto posizionamento  degli interventi diventano fondamentali le informazioni fornite dalle trappole a feromoni  di aggregazione che permettono, a prezzo di qualche danno delle piante limitrofe, di individuare il momento dell’arrivo dell’insetto nel frutto.  Verso la seconda metà del 2016 questa trappole cominceranno ad essere commercializzate anche in Italia e potranno essere impiegate da tecnici ed agricoltori.

Inoltre, oltre a queste trappole, si possono proteggere gli impianti con le reti multi-funzionali Valente che proteggono da: gradine, vento, pioggia e insetti   in base alle diverse necessità  .