Newsletter Maggio 2016

Newsletter Maggio 2016

 

 

 

Case History #1

Bruno Mura

Bruno è un giovane imprenditore Corso proveniente da Aleria, un paese situato nell’Est della Corsica, ed è proprietario di 30 ha di frutteto.

La realtà di Valente l’ha scoperta recentemente, mosso dalla necessità di coprire i frutteti dopo aver subito ingenti perdite (€ 300.000) a causa di una forte grandinata che ha colpito la sua proprietà nel 2015 distruggendo produzione e piante.

Questo giovane e caparbio imprenditore decide di venire in Italia per visitare la sede Valente e per toccare con mano il prodotto che poi avrebbe installato nelle sue coltivazioni di agrumi, più nello specifico clementine.

Una volta conosciuto il prodotto, ma soprattutto dopo aver preso coscienza della qualità del materiale, dell’affidabilità degli impianti e dell’efficienza del servizio, decide di acquistare 11 ha di impianto antigrandine che andranno a coprire una prima parte del suo frutteto.

Comincia così una collaborazione che ci ha visto impegnati a soddisfare le esigenze di questo prestigiosissimo cliente Corso che ha voluto conoscere fino in fondo la funzionalità e la qualità di un prodotto che poi ha scelto per il suo impianto.

Bruno è diventato pioniere di un processo che sta vedendo un ampio sviluppo degli impianti antigrandine sugli agrumi su tutto il territorio Corso.

La collaborazione continua tutt’oggi, con la previsione di poter coprire passo passo tutta la coltivazione esistente e futura.

 

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Case History #2

KITE ZRT

KITE ZRT è una grande realtà che opera in Ungheria ed uno dei più grandi distributori di materiale Valente all’estero.

Oltre a vendere i nostri prodotti commercializzano anche macchinari per l’agricoltura, sementi, pesticidi, sementi e tutto ciò che serve nell’ambito dell’agricoltura.

La collaborazione è cominciata nel 2010 e nel corso degli anni si è instaurato un rapporto di forte fidelizzazione che li ha portati a diventare un punto vendita di materiale Valente rinomato e affidabile, con una collaborazione continua a 360°.

A partire dall’anno 2014 hanno deciso di sviluppare ed estendere non solo il mercato del frutteto, nel quale risultano essere leader del mercato ungherese, ma anche quello del vigneto.

 

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Novità in Valente

CERTIFICAZIONE DNV

Siamo lieti di comunicare a tutti i nostri clienti che anche quest’anno abbiamo ottenuto la certificazione UNI EN 9001:2008, sia quella relativa ai Sistemi di Gestione che quella di prodotto conseguita dal nostro cavallo di battaglia, il palo KLASSIC Valente.

Come ogni anno, tutto l’organico Valente si prepara a questa dura prova nella quale ogni reparto viene sottoposto alla visita di Ispettori dell’ente certificatore DNV GL, che monitora e controlla la qualità di tutti i processi svolti per l’adempimento delle attività previste.

Per dare un’ulteriore garanzia di qualità e di sicurezza a tutti i clienti che hanno deciso di acquistare i nostri prodotti accordandoci la loro fiducia, abbiamo sottoposto alle prove di certificazione anche il nostro palo in calcestruzzo precompresso KLASSIC.

Per superare la prova e, di conseguenza anche la certificazione, viene verificata la tolleranza alla rottura e  vengono effettuate prove di flessione sul prodotto.

Anche quest’anno la certificazione è stata superata con successo e siamo qui a comunicarvi di scegliere i nostri prodotti per la qualità garantita Valente!

 

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News in Agricoltura

Clima che cambia: impatti sull’agricoltura

Il tema del cambiamento climatico riguarda ovviamente tutti, ma colpisce in modo particolare l’agricoltura, che fino a prova contraria è legata a doppio filo agli andamenti meteorologici. In questa newsletter di Maggio 2016 vi parleremo proprio di questo.

Da quando l’uomo è diventato agricoltore, circa 12.000 anni fa, coltivare e raccogliere i frutti della terra è il risultato di una serie complessa di interazioni tra suolo, pianeta, tecniche agronomiche e andamento del meteo: se solo uno di questi fattori diventa una variabile impazzita il sistema non risponde più come prima.

Il cambiamento climatico rappresenta una minaccia urgente e potenzialmente irreversibile per le società umane e per il pianeta. Richiede per tanto la massima collaborazione di tutti i paesi, con l’obbiettivo primo di accelerare la riduzione delle emissioni dei gas a effetto serra.

Questo impegno è stato sottoscritto a Parigi lo scorso dicembre a conclusione della ventunesima conferenza sul clima (COP) e rappresenta il contenuto principale dell’accordo stretto dai 196 Paesi partecipanti.

Siamo di fronte ad una sfida storica, che obbliga la società tutta a fronteggiare con il massimo impegno non solo i cambiamenti climatici, ma anche il progressivo inquinamento del pianeta e il graduale esaurimento delle risorse fondamentali per la sopravvivenza umana.

L’accordo di Parigi ha siglato l’inizio della fine dei combustibili fossili; la rivoluzione energetica che ci riserverà il prossimo futuro richiede significativi cambiamenti infrastrutturali, innovazione tecnologica e modifiche comportamentali.

A tal fine è fondamentale il lavoro che viene svolto nelle scuole, per ottenere un ampio coinvolgimento delle giovani generazioni. L’agricoltura è stata ed è tutt’ora una delle cause del cambiamento del clima, contribuendo essa stessa all’aumento dei gas a effetto serra con la deforestazione e l’uso crescente di combustibili fossili, fertilizzanti e antiparassitari di sintesi.

Le grandi riserve di sostanza organica accumulate nel terreno sono state depresse da tecniche inutilmente invasive. Oggi, tuttavia, l’agricoltura ha la grande opportunità di partecipare alla mitigazione dell’impatto del cambiamento climatico, cogliendo l’occasione dell’accumulo di carbonio attraverso la riprogettazione delle tecniche colturali.

Soprattutto le colture arboree, e la viticultura è tra queste, possono giocare un ruolo importante nel frenare la crescita della concentrazione dei gas a effetto serra nei prossimi decenni, fase decisiva nella ristrutturazione dei consumi di combustibili fossili.

Nel grande dibattito sui rapporti tra attività umane e cambiamento climatico, l’agricoltura è sia vittima che carnefice: da un lato, infatti, il settore primario è il più esposto agli effetti del cambiamento climatico, dall’altro esso contribuisce a circa un terzo delle emissioni totali di gas climalteranti.

Le attività agricole e forestali, gestendo i grandi pozzi di carbonio dei suoli e delle foreste, sono di importanza strategica nelle politiche di mitigazione, com’è emerso con forza durante la ventunesima COP di Parigi.

Al tempo stesso l’agricoltura di oggi si deve ben attrezzare per parare i fendenti di un ambiente che sta diventando sempre più ostile.

 

cop21 parigi