Newsletter Giugno 2016

Newsletter Giugno 2016

 

 

 

Case History #1

 

Speri Viticoltori S.S. Societa’ Agricola

Nel consueto viaggio attraverso i nostri clienti più rappresentativi oggi vi portiamo nella Valpolicella dalla Speri Viticoltori S.S. Societa’ Agricola, azienda a conduzione familiare che oggi raggiunge la settima generazione.

La storia dell’azienda inizia nella prima metà del 1800 con pochi ettari che nel corso degli anni, attraverso l’acquisizione di nuove proprietà nelle zone della Valpolicella, sono diventati i 60 ettari coltivati di oggi.

Famiglia storica della Valpolicella, l’azienda Speri è un’autorevole e fedele interprete dei vini delle denominazioni Classiche ed è divenuta, per la sua continuità e il suo forte radicamento al territorio, un punto di riferimento dell’enologia italiana.

In cantina si vinificano ed imbottigliano solo le uve autoctone della Valpolicella provenienti dalla propria raccolta, seguendo ogni singola parte della produzione nei minimi dettagli per fornire al mercato prodotti di altissimo livello, premiati dalle più autorevoli guide di settore.

 

 

botti

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Inoltre, con un attenzione sempre crescente nei confronti dell’ambiente, l’azienda Speri ha scelto di trattare le proprie viti con prodotti eco sostenibili, erogando oltretutto una quantità di fitosanitari molto contenuta grazie all’utilizzo di attrezzature di ultima generazione.

Tutto ciò l’ha portata, dalla vendemmia del 2015, ad ottenere l’importante riconoscimento della certificazione biologica su tutta la produzione.

Un connubio, quindi, tra tradizione ed innovazione che distingue la Speri da molte altre aziende e che la accomuna fortemente alla Valente, con la quale collabora da quasi 20 anni!

Grazie alla fiducia accordataci dalla famiglia Speri, infatti, ed insieme al nostro responsabile di deposito a Verona (sig. LORENZO VERZINI), abbiamo nel corso degli anni progettato e realizzato dei prodotti multifunzionali adatti alle zone collinari come quella nella quale è situata l’azienda.

La necessità di un braccetto di sostegno per le piante che si potesse adattare alle diverse inclinazioni del terreno ci ha permesso di studiare e brevettare un sistema innovativo (il MULTI-V), che ha soddisfatto ampiamente le esigenze della Speri e di altri numerosi clienti.

Quando si dice “fare di necessità virtù”!

 

 

casse speri

 

 

 

Case History #2

 

AGRIANAUNIA

La AGRIANAUNIA società cooperativa è un gruppo d’acquisto nato nel febbraio 2005, dopo un decennio di collaudata collaborazione commerciale tra le cooperative di servizio della Valle di Non.

Alla costituzione della società le cooperative aderenti erano 11, alle quali nel corso degli anni se ne sono aggiunte altre 3 che operano in Valle di Non nella commercializzazione di mezzi tecnici per l’agricoltura.

Il numero totale di soci ammonta a circa 3000, tutte aziende agricole direttamente gestite dal titolare con l’eventuale supporto di operai stagionali per le operazioni colturali.

 

 

melinda

 

 

 

 

 

 

 

Il target di specie colturale è il melo e la Cooperativa, attraverso i propri soci, è inserita nella filiera produttiva che fornisce al Consorzio Melinda la frutta commercializzata con il famoso bollino blu.

Il fatturato negli ultimi anni si è attestato sui 10 ml di euro ed è composto per il 60% da prodotti agrofarmaci, per il 20% da nutrizionali ed il restante 20% da materiali per impianto.

La collaborazione commerciale con la Valente Pali è ormai storica e nasce con i primi soci frutticoltori ben prima della costituzione della cooperativa Agrianaunia.

Già negli anni 80, infatti, i frutticoltori della Valle di Non riconoscevano nel palo Valente e negli accessori per impianto dei prodotti di ottima qualità.

Così, attraverso la testimonianza dei soci già clienti della Valente, anche molte altre aziende agricole costituenti la cooperativa AGRIANAUNIA hanno cominciato a prediligere i nostri prodotti, alimentando una collaborazione in continua espansione!

 

 

 

Novità in Valente

 

VISITA SCUOLA PIBO

Lo scorso 4 maggio abbiamo avuto il piacere di ricevere presso i nostri stabilimenti di produzione la visita di 60 alunni della scuola Belga PIBO (Provinciaal Instituut voor Biotechnisch Onderwijs).

Quando un loro professore ci contattattò qualche mese prima per fissare questo appuntamento noi accettammo con entusiasmo, considerato anche il fatto che questa scuola è frequentata da Jack Hermens, il figlio del nostro storico distributore Ernest Hermens (Fruitsystems).

Così, puntualissimi alle ore 08.00, sono arrivati gli alunni carichi e pieni di energia per la tanto attesa visita al nostro stabilimento.

Abbiamo affrontato con loro alcuni temi attuali inerenti il nostro lavoro, cercando di fargli comprendere quali siano di volta in volta le soluzioni più adatte in risposta alle diverse esigenze manifestate dagli operatori del settore agricolo.

I ragazzi, molto curiosi e pieni di voglia di imparare, ci hanno anche chiesto di mostrargli come nascono i nostri prodotti e così, con un pizzico d’orgoglio, gli abbiamo fatto vedere e toccare con mano l’intera linea produttiva; dai pali in cemento ai pali in acciaio, fino alla produzione dei pezzi di accessoristica.

La visita si è conclusa a metà mattinata con un “arrivederci” che ci auguriamo davvero possa essere tale. Crediamo tantissimo, infatti, nell’importanza di tramandare la nostra passione per l’agricoltura alle nuove generazioni, che proseguendo il loro cammino rappresenteranno, un giorno, il nostro futuro.

In bocca al lupo ragazzi!

 

 

 

scuola

 

 

 

 

 

News in Agricoltura

 

DRONI E AGRICOLTURA, UN CAMPO IN ESPANSIONE

I droni sono ormai largamente diffusi anche in agricoltura e le nuove tecnologie ne permettono utilizzi sempre più diversificati, dal telerilevamento alle analisi all’infrarosso.

I rilievi fotografici fatti con termo-camere e obiettivi a infrarossi mostrano le coltivazioni come non le avevamo mai viste e, montati a bordo di droni, questi sensori forniscono dati preziosi per aumentare le rese.

E’ quella che chiamano agricoltura di precisione, fatta di droni, sensori ad altissima precisione, mappe in 3D che mostrano lo stato di salute di un campo da decine di ettari con un margine di errore di pochi centimetri.

 

 

 

 

drone 1

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

drone 2

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Siamo abituati ad associare l’alta tecnologia alle grandi aree urbane mentre la tradizione, le vecchie pratiche, appartengono all’agricoltura. La realtà però è profondamente diversa; agricoltura e innovazione hanno sempre viaggiato affiancate ed in questi ultimi mesi molte aziende agricole sono già arrivate a un livello successivo.

Non è infatti più così raro vedere sulle campagne piccoli velivoli sorvolare campi di grano, risaie, vigneti e frutteti.

Non si tratta di qualche fotografo o videomaker alle prese con documentari: da quelle parti si sta lavorando per migliorare la resa e la qualità dei raccolti, risparmiare acqua e diserbanti, capire se le tecniche utilizzate finora siano efficienti o migliorabili.

L’utilizzo dei droni si sta diffondendo anche a scapito di altre tecnologie più conosciute, come quella satellitare: i rilievi video-fotografici realizzati da droni sono infatti molto più precisi di quelli satellitari ed oltretutto costano anche di meno.

Ma i droni, per quanto affascinanti, sono solo un mezzo. Servono per portare in quota i veri artefici dell’agricoltura di precisione: i sensori.

Possono essere di vario genere; multi-spettrali, laser-scanner, termo-camere, tutti in grado di raccogliere dati e informazioni altrimenti impossibili da ricavare.

Sensori in grado di “vedere” le piante con altri occhi: quelli infrarossi. Nella luce infrarossa la vegetazione ha infatti maggiore riflettività rispetto ad altri oggetti e questo grazie alla clorofilla che, rilevata e quantificata tramite foto aeree, fornisce un indice di vigore della vegetazione.

Capirete quindi come le mappe di vigore siano strumenti fondamentali nell’agricoltura di precisione. Si tratta di foto aeree (navigabili però in 3D) di campi coltivati; a seconda del colore rilevato dai sensori montati sui droni si riesce a capire quali piante stanno crescendo meglio e quali, invece, sono più indietro, con l’obiettivo di ottenere un raccolto uniforme e della stessa qualità.

In conclusione: chi lo ha detto che in agricoltura non c’è innovazione? La strada per il futuro sembra segnata e vedrà sempre più l’unione di tradizione ed innovazione.