MITI DA SFATARE: La rete nera non fa maturare i frutti

MITI DA SFATARE: La rete nera non fa maturare i frutti

La moderna agricoltura non può prescindere dal fatto che, per produrre in maniera efficace ed efficiente, è necessario operare in un ambiente “protetto” che garantisca il risultato finale richiesto.

Nel mondo della frutticultura l’ambiente “protetto” per eccellenza è quello costituito dagli impianti con la copertura antigrandine, strutture che nel corso degli ultimi 50 anni si sono evolute per risultare sempre più efficaci ed economiche.

Solo un elemento è rimasto inalterato in tutto questo tempo: la rete.

La rete è una componente fondamentale dell’impianto ed è costituita da un intreccio di fili plastici disposti in trame e orditi.

Per realizzare i fili viene usato il polietilene e, per proteggerlo dai raggi UV e far sì che duri nel tempo, viene addittivato con il carbon black, che rende la rete di colore nero.

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Questo colore, una volta montata la rete, crea per l’ambiente sottostante un fenomeno ombreggiante, il quale viene spesso indicato come il principale responsabile della cattiva qualità dei frutti che si vanno a raccogliere.

Come sappiamo, le reti di copertura possono essere realizzate con maglie più o meno fitte a seconda del tipo di protezione che sono chiamate a svolgere. Una maglia 2,8×8 fungerà principalmente da protezione antigrandine, mentre una maglia 2,5×2,5 fungerà da rete ombreggiante. La scelta deve quindi ricadere sulla soluzione più adatta alle problematiche principali da risolvere.

Prendendo l’esempio delle reti più diffuse, ovvero le reti antigrandine, spesso si sente dire che non devono essere usate quelle di colore nero perché non fanno maturare i frutti e/o non li fanno colorare come previsto.

Se cerchiamo studi scientifici a riguardo rimarremo sorpresi nel scoprire che, a differenza delle opinioni diffuse, la rete nera produce invece effetti positivi, risultando più indicata con particolari varietà di mela dove, addirittura, il frutto risulta più brillante e non soggetto a danni da scottature.

(Fonte: Le reti antigrandine – tipologie costruttive e influenza sulla qualità delle produzioni, Regione Piemonte)

Inoltre, è ormai certezza consolidata che le reti nere siano le uniche a garantire una resistenza meccanica e una durata sufficienti nel tempo.

I 10 anni di durata assicurata, contro i 5 anni delle reti non nere, ne fanno il prodotto più affidabile che l’operatore possa utilizzare.

Più in generale, possiamo affermare senza ombra di smentita che un’eventuale scarsa qualità dei frutti non sia causata dalle reti protettive ma vada piuttosto ricercata in tutti gli altri fattori che determinano la maturazione del prodotto. Conduzione agronomica, temperature stagionali, escursioni termiche, clima del periodo, piovosità, ecc, sono tutti elementi che influenzano (a volte negativamente) il risultato finale.

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La bravura dell’agricoltore sta, quindi, nel valutare complessivamente tutte queste variabili ed adeguare le pratiche colturali per ottenere il massimo del risultato.

In questo senso, le coperture rappresentano sicuramente un grande aiuto, permettendo all’agricoltore di coltivare i propri prodotti senza doversi preoccupare dei problemi che potrebbero essere causati dal maltempo.