Mercato delle mele in Italia: tutti i dati

Mercato delle mele in Italia: tutti i dati

Varietà, prezzi, aggiornamenti e report ISMEA del mercato delle mele in Italia

La produzione di mele in Italia per la stagione 2018-2019 è stimata in 2.199.526 tonnellate, in recupero rispetto a quella particolarmente scarsa dello scorso anno, ma comunque in riduzione del 6% rispetto alla media del periodo tra il 2014 e il 2016.

In termini quantitativi, l’Italia è il secondo produttore di mele con una media di 2.2 milioni di tonnellate all’anno.  L’offerta di mele in Italia è composta da numerose varietà ed è caratterizzata da un elevato profilo qualitativo.

mercato mele

Mercato delle mele: PRODUZIONE

Golden Delicious, Gala, Red Delicious, Fuji, Cripps Pink sono le varietà più diffuse lungo l’arco alpino (dalla Valle D’Aosta al Trentino-Alto Adige) e nella Pianura Padana, mentre la Annurca è un prodotto tipico delle province di Napoli e Caserta.

A eccezione delle mele della varietà Annurca, tutte le altre varietà hanno registrato pesanti cali delle quotazioni rispetto alla campagna della scorsa stagione. Le flessioni dei prezzi variano dal 16% della varietà Fuji a Trento, al 18% delle Golden Delicious, al 19% delle Cripps Pink a Bolzano, al 36% delle Gala, fino al 38% delle Stark Delicious sempre a Bolzano.

Per quanto riguarda i prezzi, si osservano variazioni negative per Cripps Pink, Gala e Stark Delicious, mentre per Fuji, Golden e Annurca il confronto è positivo.

Per quanto riguarda le vendite al dettaglio in Italia, negli ultimi anni si evidenzia un continuo calo delle quantità acquistate, mentre l’aumento del prezzo medio sta determinando un incremento costante della spesa. Nel corso della campagna 2017/2018 tale dinamica si è irrobustita, infatti gli acquisti delle famiglie per il consumo domestico sono diminuiti del 13,7% rispetto alla campagna 2016/2017 mentre la spesa è cresciuta del 4,7% a causa dell’aumento del prezzo medio al dettaglio delle mele (+21,3%).

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L’inizio della campagna 2018/2019 evidenzia una riduzione dei prezzi anche nella fase al consumo. A settembre 2018, il prezzo medio al dettaglio delle mele registrava una flessione dell’11% rispetto ad agosto e dell’1,5% rispetto a settembre 2017.

Cresce in modo significativo il raccolto del Piemonte, guidato da nuovi meleti piantati in sostituzione del kiwi; le altre regioni tornano a livelli produttivi paragonabili a quelli del 2016. Le stime di produzione per il 2018 prevedono un raccolto di mele in Europa di 12.611.000 tonnellate.

Si stima, dunque, un recupero rispetto alla consistente perdita dello scorso anno, con un aumento del 3% sulla produzione media del triennio 2014-2016.

Mercato delle mele: ESPORTAZIONI

Gli scambi con l’estero relativi alle ultime cinque campagne evidenziano delle performance particolarmente brillanti a favore dell’Italia. Nell’ultima campagna, il saldo della bilancia commerciale ha raggiunto quota 775 milioni di euro, in calo del 14% rispetto alla campagna dell’anno scorso, a causa della flessione delle esportazioni e dell’aumento delle importazioni. Il prezzo medio all’export ha raggiunto quotazioni record, attestandosi a 1 euro/kg.

Rispetto alla media del triennio 2014-2016 arretrano la Francia (-3%), la Germania (-5%), il Portogallo (-7%), la Spagna (-4%), il Belgio (-22%) e l’Olanda (-23%), quest’ultima già segnata da una significativa siccità. Rispetto alla situazione Europea, l’Italia presenta dinamiche varietali distintive e incoraggianti.

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Come già accennato, quella del 2017/2018 è stata una campagna eccezionale per le mele, condizionata dalla carenza di offerta che ha riguardato tutta l’Europa. I dati relativi alle spedizioni di mele dell’Italia per Paese di destinazione evidenziano l’importanza degli sbocchi di mercato dell’UE che nell’ultima campagna hanno assorbito l’80% dei volumi; tra questi spicca la Germania che ha concentrato il 42% dell’export italiano di mele.

Tra i migliori clienti europei dell’Italia, dietro la Germania, nella campagna 2017/2018 si piazzano Spagna, Regno Unito, Svezia, Norvegia, Paesi Bassi, Austria e Danimarca.

Fonte e maggiori informazioni: REPORT ISMEA